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eBooks by nick2nick: filosofia, psicologia e sociologia

885 risposte in questa discussione

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Antonio Damasio

Il sé viene alla mente

La costruzione del cervello cosciente

2012 | PDF | 7.2 MB

A lungo la coscienza è stata sovrapposta a nozioni quali "spirito" o "anima", quasi che l'ultima parola sull'argomento spettasse di necessità alla filosofia o alla teologia. Da qualche tempo, però, i neuro scienziati hanno fatto proprio della coscienza uno dei loro oggetti di indagine prediletti. Antonio Damasio in questo libro approda a una sorta di summa della sua ricerca trentennale, dove i fondamenti di quella prospettiva anti dualistica che lo ha reso celebre (si pensi al legame tra regioni cerebrali "arcaiche", come l'amigdala, e più recenti, come la corteccia prefrontale, nella genesi delle scelte morali e dei processi decisionali) sono integrati da nuove e complesse sequenze: quella sull'incidenza delle emozioni e dei sentimenti primordiali (il piacere e il dolore) come ponti connettivi tra il proto-Sé e il Sé; quella sul discrimine tra percezione e rappresentazione degli eventi interni ed esterni al nostro corpo come base biologica, unitamente alla memoria, nella costruzione dell'identità individuale; e quelle, soprattutto, sui vari gradi e livelli di coscienza, che indicano nella comparazione tra gli uomini e gli altri animali o nelle differenze tra lo "stato" dei bambini nati senza corteccia e quello del coma vegetativo degli adulti un'infinita gamma di sfumature percettive e cognitive. L'esito è un'idea della coscienza come "processo" maturato dopo miliardi di anni di evoluzione entro una materia biologica "indifferente" e opaca a se stessa.


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Francesco Remotti

Prima lezione di antropologia

2013 | EPUB + MOBI + AZW3 | 0.8 MB

In modo diretto e concreto, Francesco Remotti conduce il lettore nel complesso e ricco mondo dell'antropologia attraverso i grandi continenti, dall'Africa all'America e all'Oceania, descrivendo usanze, riti e forme di umanità. Francesco Remotti è docente di Antropologia culturale presso la facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Torino.


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Francesco Remotti

L'ossessione identitaria

2013 | EPUB + MOBI + AZW3 | 0.9 MB

Non c'è potere politico e finanche religioso che oggi non parli di identità e della opportunità o della necessità di difenderla, affermarla, valorizzarla. L'identità si è diffusa in modo contagioso, sembra che non si possa fare a meno di usare questa parola, sembra che se non si utilizza 'identità' non si faccia parte del mondo attuale. Per farne parte, occorre tirare fuori questo termine, e ciò a prescindere da qualsiasi schieramento ideologico. Identità è un luogo comune, una nozione verso la quale non si adotta alcun atteggiamento critico, un vero e proprio mito moderno. Dire identità significa affermare che 'noi' siamo costituiti da un nucleo sostanziale, che ci caratterizza in modo permanente: con la rivendicazione di identità chiediamo che questo nucleo venga riconosciuto a monte, preliminarmente. Ne facciamo una questione di principio. L'identità è quindi una potente arma di difesa, che funziona nel senso della chiusura del 'noi': chiusura nel confronto degli 'altri' che ci assediano e ci accerchiano. E fomenta una strategia di offesa, fa violenza sulla realtà, ne riduce la complessità e gli intrecci, la impoverisce, perché è povertà culturale prima ancora che economica. Ciò che ne ha maggiormente sofferto è la cultura della convivenza, cioè l'attenzione e la cura per lo sviluppo di interrelazioni che non siano dettate solo dall'interesse di 'noi' inevitabilmente contrapposti. «L'ossessione per l'identità è ciò che rimane una volta che sia stata smantellata la cultura della convivenza».


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Emmanuel Faye

Heidegger, l'introduzione del nazismo nella filosofia

2012 | EPUB + MOBI + AZW3 + True PDF | 7.3 MB

I rapporti di Heidegger con il nazionalsocialismo non sono riconducibili al temporaneo disorientamento di un uomo la cui opera filosofica continuerebbe a meritare ammirazione e rispetto, come molti ancora sostengono. Emmanuel Faye, senza mai separare riflessione filosofica e indagine storica, propone una lettura degli scritti di Heidegger che rivela quanto egli si sia impegnato per introdurre i fondamenti del nazismo nella filosofia e nell'insegnamento. Nel suo seminario hitleriano dell'inverno 1933-34, Heidegger identifica il popolo con la comunità di razza e sostiene che sia necessaria per il III Reich una nuova nobiltà, esaltando l'"eros" del popolo per il Führer. Successivamente, dopo il 1935, il suo nazismo invece di affievolirsi si radicalizza: nel giugno 1940 presenta la motorizzazione della Wehrmacht come "atto metafisico"; nel 1941 definisce la selezione razziale come "metafisicamente necessaria"; infine, dopo la disfatta del nazismo, le sue prese di posizione sul nazionalsocialismo e i campi di sterminio andranno a nutrire i discorsi dei movimenti revisionisti e negazionisti. Con questa opera, già pubblicata in molti paesi e finalmente anche in Italia, Faye rende evidente il fatto che Heidegger, partecipando all'elaborazione della dottrina hitleriana e ponendosi egli stesso come "guida spirituale" del nazismo, invece che arricchire la filosofia ha distrutto, attraverso essa, ogni forma di pensiero e di umanità.


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Pietro Pomponazzi

Tutti i trattati peripatetici

Testo latino a fronte

2013 | True PDF | 2816 pagine | 5.7 MB

I Tractatus mere peripatetici, editi tra il 1514 e il 1521, appartengono al periodo dell'insegnamento bolognese di Pomponazzi e rappresentano il tentativo di ricondurre al testo aristotelico tanto le problematiche suscitate dai fisici oxoniensi intorno alla quantizzazione delle qualità, quanto quelle relative alla mortalità dell'anima. Al primo ambito si iscrivono i primi tre trattati (il De intensione del 1514, il De reactione e la Quaestio del 1515), in cui Pomponazzi polemizza con i fisici mertoniani e, dimostrando l'inconsistenza delle loro dottrine, spegne gli entusiasmi suscitati in Italia dalla logica calculatoria. Al secondo ambito si iscrivono il De immortalitate animae del 1516, il più fortunato dei trattati perettiani, l'Apologia del 1518 e il Defensorium del 1519, tutti centrati sul tema della mortalità dell'anima. La radicalità della tesi non mancò di provocare la reazione degli ambienti cattolici, soprattutto veneti, che accusarono l'autore di eresia. Defensorium costituisce la risposta al De immortalitate di Nifo. Chiude la raccolta il De nutritione del 1521, che esplora i temi della nutrizione e dell'accrescimento, dando un ulteriore supporto teorico alla tesi della materialità, e quindi della mortalità, dell'anima.


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Søren Kierkegaard

Le grandi opere filosofiche e teologiche

Testo originale a fronte

2013 | True PDF | 2529 pagine | 6.2 MB

Nel 2013 è ricorso il bicentenario della nascita di Søren Kierkegaard, uno dei più grandi pensatori dell'età moderna e, secondo alcuni, il più grande testimone della modernità. Kafka ha affermato che dai suoi scritti "emana tanta luce della quale ne arriva un po' in tutti gli abissi". Fra le due guerre mondiali, mediante la Kierkegaard-Renaissance, egli è diventato il padre dell'esistenzialismo, in quanto ha espresso la centralità del soggetto umano, ossia del "singolo", contro l'idealismo. Le sue opere più diffuse sono quelle che egli ha pubblicato con pseudonimi, che hanno valore estetico e grande portata filosofica. Tuttavia le sue opere più profonde sono le ultime di carattere religioso, in cui sale a livelli come quelli raggiunti da Agostino, da Pascal e da Dostoevskij. Quelli che presentiamo in quest'opera sono i più grandi scritti filosofici e religiosi, nella classica traduzione di Cornelio Fabro, con la sua magistrale monografia introduttiva, con una prefazione di Giovanni Reale e bibliografia aggiornata a cura di Vincenzo Cicero.


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Daniele Giglioli

Stato di minorità

2015 | EPUB + MOBI + AZW3 | 1.0 MB

Se c'è oggi un'esperienza condivisa è un senso di impotenza, di mancata presa sugli eventi, di inibizione alla prassi. Non si dubita più se la realtà esista o se sia costruita. La dominante è pratica: la realtà esiste e io ne avverto il peso, solo non riesco a farci nulla, col dubbio se non sia io a non esistere davvero, a non esistere in modo significativo. Che io ci sia o non ci sia è ininfluente. Altri agiscono, altri decidono. In un esperimento descritto da Henri Laborit ci sono tre gabbie e tre topi. Alle povere bestie vengono somministrate scosse elettriche. Il primo topo ha la possibilità di uscire dalla gabbia. Il secondo non può, ma gli è stato affiancato un suo simile su cui sfogare rabbia e frustrazione. Al terzo entrambe le alternative sono precluse. Sottoposti a controlli, i primi due non accusano sintomi. Al terzo vengono invece diagnosticate perdita di pelo, ipertensione arteriosa e ulcera gastrica: l'impossibilità di agire fa ammalare. L'esperimento ci turba perché ci rappresenta. Quali sintomi si manifestano in una società in cui l'azione politica è sentita come impossibile non perché proibita ma perché ineffettuale, senza esito, svuotata di ogni concretezza? Dicono i filosofi che l'umano è davvero tale solo se ha la facoltà di agire politicamente in mezzo agli altri, altrimenti è puro metabolismo, biologia, animalità. Si può discutere se questo sia vero. Non si può discutere su quanto sia diventato difficile verificarlo. Certo è che l'impossibilità di agire ci rende meno umani.


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Giulio Goggi

Emanuele Severino

2015 | PDF | 4.2 MB

La filosofia di Emanuele Severino, pur con tutte le problematicità, rappresenta un momento speculativo tra i più significativi dell'attuale filosofia italiana. La scelta di pubblicare una monografia su un filosofo ancora vivente testimonia della vitalità del fare filosofia in Italia, non solo per il panorama nazionale ma anche per quello internazionale. L'analisi di Giulio Goggi percorre l'intero sviluppo del discorso filosofico severiano, fino agli scritti più recenti. Emanuele Severino, nel confermare la specificità della lettura scrive, che "constatando come anche illustri studiosi e pensatori non colgano a volte il senso di quel discorso, tanto più spicca la capacità di Goggi di muoversi con estrema competenza nelle complesse articolazioni che conducono da "La struttura originaria" (1958).


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Donald Davidson

Sulla verità

2006 | PDF | 3.8 MB

In questo libro scritto poco prima di morire nel 2003, Donald Davidson riapre alcuni dei più complessi e urgenti affrontati tanto in filosofia classica (Platone, Aristotele, Frege) quanto dai più grandi pensatori contemporanei, da Tarsi a Dewey, da Quine a Rorty. Partendo dalla creatività e sistematicità del linguaggio, dalla nostra capacità apparentemente senza limiti di formare nuovi enunciati e di comunicare nuovi significati, egli giunge a sollevare questioni assolutamente fondamentali riguardo alla natura della verità e della predicazione.


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Ludwig Wittgenstein

Tractatus logico-philosophicus

1989 (editing 2015) | PDF | 2.5 MB

«Questo libro, forse, lo comprenderà solo colui che già a sua volta abbia pensato i pensieri ivi espressi - o, almeno, pensieri simili -. Esso non è, dunque, un manuale. Conseguirebbe il suo fine se piacesse ad almeno uno che lo legga comprendendolo. Il libro tratta i problemi filosofici e mostra - credo - che la formulazione di questi problemi si fonda sul fraintendimento della logica del nostro linguaggio. Tutto il senso del libro si potrebbe riassumere nelle parole: Tutto ciò che può essere detto si può dire chiaramente; e su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere». Così inizia la prefazione di Ludwig Wittgenstein (1889-1951) al Tractatus che, edito nel 1921, costituisce, come è noto, l'unico libro filosofico che egli abbia pubblicato in vita. Il libro è un punto di partenza obbligato per chi intende percorrere il pensiero logico del Novecento e inoltrarsi alla scoperta del filosofo che più seduce chi cerchi risposte a domande insoddisfatte, sul piano etico e su quello gnoseologico.


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